Centri antiviolenza comunali
La violenza in Italia
La violenza all’interno della famiglia è una realtà quotidiana che sconvolge la vita delle donne. In questi ultimi anni il fenomeno desta l’attenzione dei media ma esiste comunque un sommerso che non riesce a emergere e una conoscenza attendibile del fenomeno è resa impossibile dalla mancanza di un Osservatorio Nazionale su tali problematiche.
Inoltre, si assiste a un aumento delle denunce, segno di una tangibile richiesta d’aiuto e di una capacità di autodeterminazione delle vittime, spesso stimolate e supportate dall’azione delle strutture d’accoglienza.
Negli ultimi anni la maggior parte dei casi seguiti dal Centro sono quelli di donne straniere. Tale dato è collegabile alla tendenza degli italiani a sposare o a convivere con donne straniere in quanto individuabili come il nuovo soggetto debole e quindi facilmente controllabile. Nella stragrande maggioranza dei casi le strutture comunali accolgono donne che fuggono dalla violenza subita in famiglia, il cui autore è spesso il marito o convivente.
I centri antiviolenza a Roma
I Centri Antiviolenza sono un’importante opportunità per le donne vittime di maltrattamenti.
Uno di questi centri è quello di Torre Spaccata che, per motivi di sicurezza, è privo di segni di riconoscimento.
Quest’anno il progetto dei Centri Antiviolenza del Comune di Roma vede protagoniste solo ragazze, principalmente studentesse di psicologia. Il personale ordinario e le volontarie si occupano di assistenza psicologica e materiale a donne maltrattate e ai loro figli. L’aiuto che le volontarie danno alle madri e ai figli serve loro a riprendere quella che prima della violenza era vita quotidiana. Tali strutture sono considerate come luoghi dove le donne incontrano il sostegno delle operatrici, delle volontarie e delle altre ospiti. Per aiutarle viene predisposto un percorso individuale che permetta loro di recuperare la propria autostima e le aiutano a riprendere possesso della loro integrità fisica, mentale e sociale.
Nello specifico, gli obiettivi del progetto consistono nel supportare le donne e i loro figli in vari modi: ricerca o mantenimento di un’occupazione lavorativa, partecipazione alle attività del centro, favorire l’integrazione sociale e l’apprendimento scolastico, accompagnare le donne nella conoscenza dei servizi territoriali (scuole, presidi socio-sanitari) e attività ludico-ricreative (rivolte in particolare ai figli).
I Centri Antiviolenza rappresentano un punto di riferimento per tutte quelle donne che decidono di uscire dalla violenza e di intraprendere un percorso di autonomia.
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Le nostre impressioni:
L’incontro con le ragazze del progetto “Centri antiviolenza” ci ha avvicinato ad un mondo che per noi, prima di questa esperienza, era conosciuto solo in maniera superficiale e incompleta; grazie a ciò siamo entrati in contatto con una realtà oggi molto “chiaccherata” ma poco approfondita. Il lavoro di queste ragazze è spesso poco considerato e risulta ai più un’opera invisibile e sotterranea, grande è invece la loro utilità: sono le sarte che con dolcezza tessono il nuovo “abito” che le donne si troveranno ad indossare nella loro vita sociale futura fuori dal Centro, un abito di fiducia e di speranza.
